La semiotica contemporanea sta attraversando un processo di revisione di alcuni dei suoi concetti di base.
È ben noto che all'origine della semiotica vi sono due diverse tradizioni scientifiche.
Una di queste risale a Peirce e Morris e parte dal concetto di segno come elemento primario di qualsiasi sistema semiotico.
La seconda si basa invece sulle tesi di Saussure e della Scuola di Praga e considera come fondamento l'antinomia tra lingua e discorso (testo).
Tuttavia, malgrado tutte le loro differenze, in questi approcci si trova anche una sostanziale caratteristica in comune: si assume come base un semplicissimo elemento atomico, e tutto il resto viene esaminato dal punto di vista della sua affinità con quest'ultimo.
Quindi, nel primo caso, alla base dell'analisi è posto un segno isolato, e tutti i fenomeni semiotici successivi vengono considerati sequenze di segni.
Il secondo punto di vista si è manifestato in particolare nella tendenza a osservare l'atto comunicativo isolato (lo scambio comunicativo tra mittente e ricevente) come elemento chiave e modello di qualunque atto semiotico.