L'adultismo è una forma di oppressione così radicata da risultare quasi invisibile. È il sistema di potere che riconosce agli adulti maggiore autorità e credibilità, insieme al diritto di decidere per i più giovani, di giudicarli e punirli. È anche il primo rapporto asimmetrico che incontriamo nella nostra vita: quello in cui impariamo che il consenso può essere aggirato e alcune violenze giustificate in nome del "nostro bene", e che rischiamo a nostra volta di riprodurre da adulti.
Michele Arena mappa quel potere adulto che legge ogni scarto dai propri modelli come colpa, inadeguatezza o devianza, soprattutto nelle vite adolescenti già esposte a forme di marginalizzazione. Il libro chiama gli adulti a tradire l'adultismo interiorizzato, a riconoscere l'adolescenza come soggetto politico e ad assumerne il controsguardo, per ricostruire, insieme a chi cresce, un'adultità capace di esercitare la propria responsabilità senza trasformarla in dominio.