La poesia di Erika Burkart non è soltanto una "lirica della natura", nella tradizione di Annette von Droste-Hülshoff, come è stata spesso definita. La natura in cui Erika è immersa, infatti, non è statica, si anima nei suoi versi perché il suo "io" lì si mescola e convive con gli spiriti elementari o le 'energie dell'anima', come lei stessa li ha definiti. Lo scrittore svizzero Hermann Burger, l'amico a cui Erika dedica una poesia che compare in questa raccolta, la colloca tra due grandi poeti di lingua tedesca del Novecento: Günter Eich e Paul Celan. L'osservazione della natura in Burkart, scrive Burger, si trasforma in riflessione sulla parola, sulla scrittura: 'Burkart è in grado di leggere i disegni della nebbia e le decorazioni della brina', perché in ogni istante è in ascolto del canto del mondo. 'L'ascolto è un dialogo con il silenzio', scrive Erika nella poesia Nel mezzo. 'Le poesie sono gradi del silenzio'. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.