In Una misura eccezionale dei Romani, Il senatus-consultum ultimum, Corrado Barbagallo esamina con rigore storico-giuridico uno degli strumenti più controversi della costituzione repubblicana romana. Il volume ricostruisce genesi, applicazioni e limiti di questo provvedimento straordinario, mostrando come esso si collochi al confine fra legalità ordinaria e necessità politica. Lo stile è quello della migliore storiografia positivistica del primo Novecento: analitico, sorvegliato, fondato su fonti letterarie, epigrafiche e giuridiche, con costante attenzione al lessico istituzionale e alla prassi pubblica romana. Barbagallo, storico di vasta cultura e fine interprete del mondo antico, dedicò larga parte della propria attività allo studio delle istituzioni e dei processi politici di Roma. La sua formazione, nutrita di filologia, storia costituzionale e diritto pubblico, spiega l'impianto del libro, che unisce esegesi delle fonti e riflessione teorica sul rapporto fra autorità senatoria, magistrature e crisi dello Stato. In questo senso, l'opera riflette un interesse più ampio per i meccanismi di tenuta e di trasformazione delle strutture politiche antiche. Il libro è particolarmente raccomandabile a studiosi, studenti di storia romana e lettori interessati alla genealogia dei poteri eccezionali. Pur specialistico, resta prezioso per chiarezza argomentativa e profondità interpretativa. Chi voglia comprendere come Roma pensasse l'emergenza politica troverà in queste pagine un'indagine ancora utile, capace di illuminare insieme la Repubblica romana e i problemi moderni della sovranità.