Arrestato a Milano il 13 ottobre 1820 per la sua adesione alla Carboneria, Pellico trascorrera quasi dieci anni nelle carceri austriache, prima a Venezia e poi nella sinistra fortezza dello Spielberg in Moravia. Le mie prigioni non e solo la cronaca di una detenzione, ma un memoir di straordinaria potenza umana e letteraria. Pellico non si limita a denunciare le dure condizioni del carcere, ma scrive un diario intimo fatto di alternanza tra ricordi felici e tristi pensieri, di sconforto e di speranza. Al centro della sua esperienza c'e un profondo cammino interiore, un messaggio di fede, perdono e riconciliazione che ha commosso generazioni di lettori in tutto il mondo. Dalle celle solitarie ai compagni di sventura come Piero Maroncelli, ogni pagina di questo libro e un atto di resistenza morale e un inno alla dignita umana. Un classico senza tempo che continua a parlarci di liberta, sofferenza e redenzione.