Una città aggrappata su una scogliera a picco sul mare, salsedine, tempo gelido, pioggia sferzante mista a neve. Annunciato dalla tempesta, un vascello spettrale attracca al molo. Il capitano è un uomo gigantesco con troppi denti, un terribile abominio posseduto dalla collera che dopo aver toccato terra calpesta e annichilisce tutto ciò che incontra, facendosi latore del castigo per la tracotanza di un popolo iniquo ed empio, dimentico degli dèi e di una giusta morale. Due bambini guardano tutto da una finestra e pregano, ma non sanno a chi rivolgere le loro parole perché non conoscono alcun dio. Dal suo osservatorio, una vecchia cosmologa scruta il firmamento, dove inspiegabili sconvolgimenti stellari sembrano fare il controcanto a quanto succede in città. E mentre altri si abbandonano al terrore o all'effimera consolazione dell'oppio, una locandiera zoppa, con il corpo nudo che si muove obliquo e forte, sfida la tormenta e l'abominio in uno scenario di morte e macerie, tra le rovine di una città simbolo di oscurità, assenza e oblio. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.