C'è un potere che non ha bisogno di alzare la voce.
Agisce con una promessa lasciata a metà, un silenzio calcolato, un favore concesso o negato al momento giusto. Nelle università questo potere non si limita a indirizzare carriere: modella destini, esclude e lascia ferite che raramente si rimarginano.
La ricercatrice è un romanzo psicologico, che affonda lo sguardo nelle logiche del baronaggio accademico e nei turbamenti che esso infligge.
Scritto come un monologo incalzante, teatrale, implacabile, racconta l'irruzione di un'ex allieva nella vita del suo maestro. Un incontro che, lontano dalle aule, si trasforma in un confronto estremo dove potere e dipendenza, abuso e desiderio, vendetta e ossessione si intrecciano fino a confondersi.
Un romanzo disturbante, teso come una corda pronta a spezzarsi.
Un monologo che non concede assoluzioni, soprattutto a chi ha imparato a chiamare "merito" il proprio potere.
Accademico olimpico e già professore ordinario di Storia del teatro e dello spettacolo all'Università Ca' Foscari di Venezia, Paolo Puppa ha diretto il Dipartimento di Storia delle Arti e ha dedicato i suoi studi a Pirandello, Dario Fo, Ibsen, D'Annunzio e Goldoni.
Autore prolifico e drammaturgo riconosciuto, ha ricevuto il Premio Pirandello nel 1996 con la commedia La collina di Euridice, e ha scritto nel 2005 La città del sole - testo teatrale ispirato all'opera omonima di Tommaso Campanella, interpretato da Toni Servillo.
Ha co-diretto per Cambridge University Press The History of the Italian Theatre e collaborato con la Princeton University per l'Encyclopedia of the Italian Literature (Routledge, 2006). Nel 2025 ha curato per Cháron il volume di novelle pirandelliane Vie d'uscita. Mappe per mondi altri.